Primo Piano

Un plauso alla Cassazione

By 25 Aprile 2012 No Comments

 

 4 Gennaio 2012

Circa un anno e mezzo fa è iniziato lo scontro fra due giudici minorili e gli altri magistrati dell’Ufficio, con il Presidente Maurizio Millo in testa. Uno scontro dovuto a diversità di vedute nella gestione dei delicatissimi casi che vedono coinvolti i bambini di famiglie difficili.

La vicenda riguarda da una parte, i giudici Francesco Morcavallo e Guido Stanzani, fautori di una linea per così dire ‘morbida’ e non appiattita sui servizi sociali, dall’altra tutti gli altri. La situazione è via via peggiorata fino alla deflagrazione finale, avvenuta con il caso del piccolo Devid, il neonato morto di freddo in Piazza Maggiore per il quale il primo giudice titolare del fascicolo, Morcavallo appunto, è entrato in collisione frontale con Millo. Morcavallo non volendo togliere la patria potestà ai genitori, visto che gli altri figli della coppia erano già collocati in una struttura protetta. Millo invece voleva il pugno duro e, in alcune fasi, gestì in prima persona il fascicolo al posto di Morcavallo (Fonte: Resto del Carlino).

Polemiche roventi, segnalazioni incrociate al Csm, esposti, un clima invivibile.

Alla fine l’ha spuntata Millo: Morcavallo e Stanzani sono stati trasferiti a Modena. Il primo, un magistrato molto giovane, con un provvedimento cautelare del Csm, evento più unico che raro. Il secondo, molto esperto, con un trasferimento volontario. La partita sembrava chiusa, ma ecco la sorpresa: nei giorni scorsi la Cassazione a sezioni unite, cui Morcavallo aveva fatto ricorso, ha sconfessato il Csm (attivato da Millo) e annullato il trasferimento. In teoria, dunque, Morcavallo dovrebbe tornare al Tribunale dei Minori e la sua pratica al Csm.

La Suprema Corte non ha ritenuto adeguata la motivazione del trasferimento e, anzi, ha bacchettato il Csm per aver ignorato le argomentazioni di Morcavallo. Il quale aveva denunciato gravi abusi quali «affidamenti di bambini scarsamente motivati, provvedimenti provvisori prorogati all’infinito, un completo appiattimento del Tribunale sulle relazioni dei servizi sociali». Per la Cassazione, il Csm doveva chiedersi se quelle accuse non fossero «legittime e anzi doverose contestazioni di quelle condizioni di sostanziale illegalità».

Ora il dubbio è legittimo: e se Millo avesse commesso scelte non adeguate anche nei confronti di casi di minori su cui pendono la spada di Damocle di infiniti provvedimenti provvisori prorogati?

A Reggio Emilia è nota la vicenda di Anna Giulia, una bimba che oggi ha sei anni sottratta ai genitori che non la vedono da un anno e mezzo, e nei confronti della quale lo scorso Ottobre il Tribunale dei Minori di Bologna emise il decreto di adottabilità (poi sospeso dalla Corte d’Appello una settimana dopo il deposito del ricorso da parte dei genitori).

Soddisfazione da parte del Gruppo FB “Insieme per Stella” che conta oltre 12.000 iscritti (Stella è il nome dato ad Anna Giulia dalla trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto”) che in un comunicato dichiara: “Il gruppo “Insieme per Stella” ha accolto con grande compiacimento la Sentenza della Corte Suprema di Cassazione in seguito al Ricorso promosso dal Giudice Francesco Morcavallo del Tribunale per i minorenni di Bologna in opposizione all’azione dei suoi rappresentanti presso il CSM”.

“Si avvalora in tale contesto/clima la legittimità delle azioni degli Avv. Francesco Miraglia e Rita Rossi, i quali per i numerosi casi di “sottrazione coatta” di minori ai propri genitori da parte dei Tribunali per i minorenni, diverse volte sono stati costretti a denunciare il sospetto abuso di potere esercitato da chi rappresentava quel Tribunale e dai Suoi rispettivi consulenti di fiducia e “organi di protezione”, così come vengono definiti i servizi sociali, ai quali spetterebbe l’onere deontologicamente corretto di produrre relazioni informative presso i giudici, suffragate da fatti veritieri e prove oggettive delle condizioni di vita dei minori in seno alle proprie famiglie”.

“Un ringraziamento pubblico alla procura Generale di Bologna che ha prontamente provveduto all’accertamento dei fatti in merito alla vicenda Camparini (nella foto, i due coniugi) e a tutti quei magistrati che hanno sempre compiuto il loro dovere nel rispetto della Legge, in nome della Giustizia e della Verità”.

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