Varie ed eventuali

Rimosse la psicologa e l’assistente sociale responsabili del procedimento, la madre le cita per danni

By 29 Settembre 2018 No Comments

Bimbo di Ferrara allontanato senza motivo dalla madre e affidato a un’altra famiglia

 

 

FERRARA (27 Settembre 2018). Sono state “promosse” la psicologa e l’assistente sociale, responsabili dell’ingiusto e inutile allontanamento di un bimbo dalla propria madre, e sono state assegnate altrove. Non si occupano più del caso e questo per la madre è già un sollievo. Ma la vicenda è tutt’altro che vicina dall’essere risolta. Innanzitutto la donna le ha citate per danni, per l’immotivata decisione assunta di dare dapprima il piccolo in affidamento e poi di alloggiarlo insieme con lei in una comunità, sebbene il loro contesto familiare fosse amorevole e idoneo. In secondo luogo le due professioniste sono state spostate, ma il caso è ancora pendente: l’Asl di Ferrara non risponde, madre e figlio vivono in comunità a spese della collettività e soprattutto senza un percorso di sostegno (se ma fosse necessario) né possibilità di condurre una vita normale. Trovandosi di fatto “reclusa” dentro la struttura, la donna è stata costretta ad abbandonare il proprio lavoro. Dovesse uscire domani, come manterrebbe se stessa e il suo bambino?

La vicenda è nata male e rischia di finire peggio per pasticci, anzi per colpevoli comportamenti della psicologa e dell’assistente sociale, che adesso sarà un giudice a dover valutare.

«Le due professioniste sono talmente brave da essere state “promosse”» commenta l’avvocato Francesco Miraglia, che da sempre segue la vicenda come legale della madre del piccolo. «Dovrebbero ringraziarci, per aver messo in luce il loro operato, mi verrebbe da dire sarcastico. Se per lo meno le due operatrici, che hanno dimostrato gravi pregiudizi e negligenze, non seguono più il caso della mia assistita e di suo figlio, purtroppo però sono rimasti in un limbo da cui nessuno li fa uscire. Le ripetute richieste all’Asl di Ferrara di conoscere se madre e bambino debbano stare in comunità per seguire un percorso terapeutico non hanno trovato risposta, né a noi e nemmeno al tribunale. Mamma e figlio restano pertanto parcheggiati nella struttura, senza conoscerne il motivo. Non potevamo quindi che citare in giudizio per danno le due professioniste e le amministrazioni pubbliche da cui dipendono. In attesa di rivederle in tribunale, urge però che qualcuno prenda seriamente in mano il caso e lo conduca a termine, per il bene del bambino. Non osiamo immaginare come l’allontanamento dalla madre per essere affidato a un’altra famiglia prima e adesso la vita da “recluso” in una comun

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