non è possibile!
A due coniugi di Mirabello Monferrato, è stata sottratta dai servizi sociali la loro figlia di un mese che avevano avuto grazie alla fecondazione eterologa. Dapprima la bimba è stata ricoverata in una casa famiglia in attesa che il Tribunale dei minori emettesse il suo verdetto. Che ha deciso che la piccola è “adottabile”spegnendo ogni speranza dei genitori, di riaverla con sé. Tutto nasce da una denuncia ai servizi sociali di due solerti vicini di casa (le solite “anime pie” ma perché non si fanno i fatti loro?) che hanno raccontato ai servizi sociali (che Iddio ce li tenga sempre alla larga) di aver visto la neonata lasciata sola in macchina piangendo, per quaranta minuti. Il padre, Luigi, nega:”Saranno stati al massimo sette o otto. Mi ero attardato a scaricare dei pacchia, ma ero vicino alla macchina e avevo la bimba sotto controllo”. Ma la verità è che il Tribunale dei minori, pur girandoci attorno e senza dirlo esplicitamente, ha tolto la figlia Deambrosis perché troppo vecchi.
Questa triste vicenda è figlia di due mostruosità. La prima è quella di una tecnologia genetica che, usando marchingegni degni di Frankenstein, consente a una donna di 58 anni, ben al di là della menopausa, di avere un figlio, violando tutte le leggi di natura. Pratiche che stanno diventando sempre più frequenti. E di una settimana fa la notizia di una donna di Milano, anche lei di 58 anni, che ha avuto sempre con la fecondazione eterologa, due gemelli (i padre ha 72 anni).
Quando questi bambini avranno dieci anni e le loro madri ne avranno 68 e i loro padri rispettivamente 80e 82. I bambini hanno bisogno di genitori giovani. Per mille, intuibili motivi. Per evitare di essere soffocati dall’apprensione dei genitori che è tanto più è alta quanto più vecchi sono, figuriamoci poi nel caso in cui li si è avuti dopo vent’anni di tentativi. Perché fra padre e figlio maschio buona parte del rapporto educativo passa per il gioco atletico. Perché quando sono in età da andare a scuola c’è il paragone amaro, mortificante, con i genitori dei compagni ( si sa che la prima esigenza di un bambino è sentirsi uguale agli altri. Io piangevo come un disperato perché mia madre, russa, si ostinava a mandarmi a scuola, d’inverno, on un colbacco che peraltro, a riguardar le fotografie, mi stava benissimo ma ti faceva sentire diverso). E cosi via.
La seconda mostruosità discende dalla prima. Una volta che, grazie all’ingegneria genetica, gli ha consentito di avere un figlio, strapparlo a due vecchi è semplicemente disumano.
Bisognerebbe proibire queste pratiche e altre similari. Ma la Scienza tecnologicamente applicata va ormai avanti in questo e in tanti altri campi, per conto suo indifferente ai drammi e alle distorsioni che provoca. E quello che on si può fare in Italia, lo si fa all’estero.
Inoltre, nella vicenda dei coniugi di Mirabello si avverte la pretesa, sempre più pressante dello stato moderno, borghese codificatore di entrare anche nella nostra sfera più intima. Possiamo di fatto anche fare figli nel modo più strampalato, ma a decidere poi se abbiamo il diritto di tenerli con noi sono le istituzioni pubbliche, alla coppia di Mirabello la figlia è stata portata via, i gemelli di quella di Milano sono rimasti con i loro genitori.
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