Varie ed eventuali

casa famigliadi Montalto, la Bernardini presenta un’interrogazione

 

 

 

 

 
 

Nelle prossime ore Rita Bernardini, dei Radicali italiani, presenterà una interrogazione di cui siamo in grado di fornire in anteprima il testo. La deputata Bernardini, da sempre attiva sul tema delle condizioni delle carceri e sui diritti dei più deboli, era stata avvertita di questa vicenda sulla quale, in questo momento, stanno vigilando gli organi di Polizia e i NAS. INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

 

Al Ministro della Giustizia Al Ministro della Salute Per sapere – Premesso che:   lo scorso 25 marzo 2012, sul sito internet dell’associazione Adiantum (www.adiantum.it), è apparso un articolo intitolato: “Antonella Flati: scoperta nelle Marche una casa famiglia tugurio”;

l’articolo in questione si basa su un comunicato stampa diramato da Antonella Flati, responsabile della neonata Associazione PSF (Pronto Soccorso Famiglie), nel quale si dà conto della inchiesta che ha portato l’avv. Miraglia, noto professionista attivo nel segnalare gli scandali di molte case famiglia italiane e di alcuni tribunali minorili, a inviare un esposto alla Procura della Repubblica territorialmente competente per sollecitare indagini su una struttura per minori dove, secondo i resoconti fotografici e video, i bambini vivrebbero in locali in condizioni pietose, certamente non rispondenti agli standard qualitativi che un servizio di questo tipo, peraltro molto costoso per gli enti locali (fino a 250 euro al giorno per ciascun bambino ospitato), dovrebbe avere in ogni caso;

nel suo comunicato stampa, la responsabile di “Pronto Soccorso Famiglie” scrive quanto segue: “La casa famiglia Dina Sergiacomi sita a Montalto Delle Marche è una struttura a due piani che ospita al piano inferiore mamme con bambini e al piano superiore bambini allontanati dalla propria famiglia. Dopo esserci documentati sulla struttura, raccogliendo silenziosamente materiale fotografico fornito degli stessi occupanti, testimonianze delle mamme ospiti e di alcuni ex dipendenti della struttura, abbiamo ritenuto necessario rivolgerci all’avvocato Francesco Miraglia di Modena, con il quale abbiamo esaminato tutta la documentazione e ci siamo sentiti in dovere di informare l’autorità giudiziaria competente, affinché si accertino le gravi condizioni igienico-sanitarie in cui versa la struttura, l’esistenza in essa di bagni in condizioni igieniche abominevoli, di camere con mobilio pericolante, di finestre senza alcuna protezione e prive di serrande, di muffa sui muri a causa di eccessiva umidità. Senza contare la mancanza di una stanza per gli operatori del turno di notte, l’assenza di un medico del lavoro che vigili sulla salute psicofisica degli operatori con controlli annuali soprattutto per chi è addetto ai turni notturni, la presenza di minori che devono assumere psicofarmaci senza la presenza di un medico, e molto altro. Di fronte a ciò dobbiamo chiederci quali controlli vengano fatti sugli istituti in cui questi bambini vengono “rinchiusi per il loro bene”. Regioni e comuni, infatti, compiono un grosso sforzo economico per mantenere i centri per minori e adulti in difficoltà ma non sembra vengano effettuati controlli sulle condizioni igieniche e strutturali di queste aziende. Sarebbe auspicabile una verifica sui bilanci di ogni casa-famiglia, in modo da avere una maggiore trasparenza. Ogni casa famiglia dovrebbe rendere pubbliche le modalità di spesa dei fondi percepiti per cibo, vestiario, trasporti e personale dipendente, ma soprattutto la pubblicazione della tabella degli utili che sono soggetti a tassazione agevolata. Inoltre emerge altresì dal materiale fotografico ricevuto che nella casa famiglia in questione è presente una dispensa contenente all’interno prodotti a marchio CEE, cioè alimenti destinati a titolo gratuito a persone non abbienti, pertanto a costo zero, mentre nel capitolato approvato dal comune e dalla A.S.l. locale, l’azienda si impegna a fornire pasti che vengono regolarmente finanziati. Alla luce di queste sconcertanti immagini, riteniamo che l’opinione pubblica debba sapere come la tutela a favore dei bambini spesso e volentieri viene usata come strumento per alimentare un vero e proprio mercato sulla pelle dei bambini e delle famiglie”;

al comunicato sopra riportato sono state allegate foto e video, poi pubblicati sul sito dell’associazione Adiantum, dai quali si evincono le precarie condizioni igienico-sanitarie in cui versa la struttura Dina Sergiacomi;

sulla vicenda Dino Latini, consigliere regionale delle Marche e Presidente della Commissione Bilancio, ha diramato il seguente comunicato: “Nella mia qualità di consigliere regionale, sto seguendo con particolare attenzione la situazione di tre comunità gestite dalla Cooperativa Sociale “San Marco”, che sono state oggetto di un esposto presso la Procura della Repubblica di Ascoli Piceno. Le tre strutture in questione sono: la Comunità per Minori Don Giuseppe Barbizzi di Montalto delle Marche, la Comunità-alloggio Dina Sergiacomi sempre di Montalto delle Marche, per madri in difficoltà, e la Comunità Educativa per Minori San Marco di Ripe San Ginesio. In tutti i casi sono state contesta gravi inadempienze di carattere strutturale, normativo e sanitario. In particolare, risulterebbe sovradimensionato il numero degli ospiti, il cibo utilizzato non sarebbe adeguato (soprattutto quello destinato ai bambini) i bagni non sarebbero a norma e le disposizioni di sicurezza degli ospiti e degli operatori non verrebbero rispettate se non in minima parte. Seguirò personalmente l’evolversi della situazione e se necessario porterò la questione all’attenzione dei massimo organismi del Consiglio Regionale”;

della comunità-alloggio Dina Sergiacomi di Montalto delle Marche si è anche occupata la trasmissione Mattino 5 andata in onda lo scorso 28 Marzo;

la trasmissione è stata caratterizzata dagli interventi dell’avv. Miraglia, di Antonella Flati e dalle interviste ad alcune mamme ospitate nella struttura:-

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto sopra riportato e, in caso affermativo, quali siano le loro determinazioni al riguardo;

se intendano avviare in tempi brevissimi un’ispezione presso la comunità-alloggio Dina Sergiacomi di Montalto delle Marche al fine di verificare, nell’ambito delle proprie competenze, l’eventuale presenza delle gravi inadempienze di carattere strutturale, normativo e sanitario indicate in premessa;

se e quali convenzioni siano in corso fra la citata comunità-alloggio e gli enti locali;

se risultino quanti e quali finanziamenti la comunità-alloggio in questione abbia percepito negli ultimi cinque anni, per quali e quanti bambini e per quali periodi di ospitalità;

se risultino indagini in corso riguardanti la comunità-alloggio Dina Sergiacomi di Montalto delle Marche e, in caso affermativo, per quali ipotesi di reato.

se, più in generale, il Governo non ritenga di intervenire nei modi e con i mezzi che riterrà più opportuni al fine di favorire l’apertura di un tavolo di concertazione con gli enti che ospitano le comunità alloggio presenti sul territorio nazionale per approfondire ed elaborare le più opportune strategie di intervento a tutela dei minori.

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

 

Al Ministro della Giustizia

Al Ministro della Salute

Per sapere – Premesso che:

 

lo scorso 25 marzo 2012, sul sito internet dell’associazione Adiantum (www.adiantum.it), è apparso un articolo intitolato: “Antonella Flati: scoperta nelle Marche una casa famiglia tugurio”;

 

l’articolo in questione si basa su un comunicato stampa diramato da Antonella Flati, responsabile della neonata Associazione PSF (Pronto Soccorso Famiglie), nel quale si dà conto della inchiesta che ha portato l’avv. Miraglia, noto professionista attivo nel segnalare gli scandali di molte case famiglia italiane e di alcuni tribunali minorili, a inviare un esposto alla Procura della Repubblica territorialmente competente per sollecitare indagini su una struttura per minori dove, secondo i resoconti fotografici e video, i bambini vivrebbero in locali in condizioni pietose, certamente non rispondenti agli standard qualitativi che un servizio di questo tipo, peraltro molto costoso per gli enti locali (fino a 250 euro al giorno per ciascun bambino ospitato), dovrebbe avere in ogni caso;

 

nel suo comunicato stampa, la responsabile dell’associazione “Pronto Soccorso Famiglie” scrive quanto segue: “La casa famiglia Dina Sergiacomi sita a Montalto Delle Marche è una struttura a due piani che ospita al piano inferiore mamme con bambini e al piano superiore bambini allontanati dalla propria famiglia. Dopo esserci documentati sulla struttura, raccogliendo silenziosamente materiale fotografico fornito degli stessi occupanti, testimonianze delle mamme ospiti e di alcuni ex dipendenti della struttura, abbiamo ritenuto necessario rivolgerci all’avvocato Francesco Miraglia di Modena, con il quale abbiamo esaminato tutta la documentazione e ci siamo sentiti in dovere di informare l’autorità giudiziaria competente, affinché si accertino le gravi condizioni igienico-sanitarie in cui versa la struttura, l’esistenza in essa di bagni in condizioni igieniche abominevoli, di camere con mobilio pericolante, di finestre senza alcuna protezione e prive di serrande, di muffa sui muri a causa di eccessiva umidità. Senza contare la mancanza di una stanza per gli operatori del turno di notte, l’assenza di un medico del lavoro che vigili sulla salute psicofisica degli operatori con controlli annuali soprattutto per chi è addetto ai turni notturni, la presenza di minori che devono assumere psicofarmaci senza la presenza di un medico, e molto altro. Di fronte a ciò dobbiamo chiederci quali controlli vengano fatti sugli istituti in cui questi bambini vengono “rinchiusi per il loro bene. Regioni e comuni, infatti, compiono un grosso sforzo economico per mantenere i centri per minori e adulti in difficoltà ma non sembra vengano effettuati controlli sulle condizioni igieniche e strutturali di queste aziende. Sarebbe auspicabile una verifica sui bilanci di ogni casa-famiglia, in modo da avere una maggiore trasparenza. Ogni casa famiglia dovrebbe rendere pubbliche le modalità di spesa dei fondi percepiti per cibo, vestiario, trasporti e personale dipendente, ma soprattutto la pubblicazione della tabella degli utili che sono soggetti a tassazione agevolata. Inoltre emerge altresì dal materiale fotografico ricevuto che nella casa famiglia in questione è presente una dispensa contenente all’interno prodotti a marchio CEE, cioè alimenti destinati a titolo gratuito a persone non abbienti, pertanto a costo zero, mentre nel capitolato approvato dal comune e dalla A.S.l. locale, l’azienda si impegna a fornire pasti che vengono regolarmente finanziati. Alla luce di queste sconcertanti immagini, riteniamo che l’opinione pubblica debba sapere come la tutela a favore dei bambini spesso e volentieri viene usata come strumento per alimentare un vero e proprio mercato sulla pelle dei bambini e delle famiglie”;

al comunicato sopra riportato sono state allegate foto e video, poi pubblicati sul sito dell’associazione Adiantum, dai quali si evincono le precarie condizioni igienico-sanitarie in cui versa la struttura Dina Sergiacomi;

 

sulla vicenda Dino Latini, consigliere regionale delle Marche e Presidente della Commissione Bilancio, ha diramato il seguente comunicato: “Nella mia qualità di consigliere regionale, sto seguendo con particolare attenzione la situazione di tre comunità gestite dalla Cooperativa Sociale “San Marco”, che sono state oggetto di un esposto presso la Procura della Repubblica di Ascoli Piceno. Le tre strutture in questione sono: la Comunità per Minori Don Giuseppe Barbizzi di Montalto delle Marche, la Comunità-alloggio Dina Sergiacomi sempre di Montalto delle Marche, per madri in difficoltà, e la Comunità Educativa per Minori San Marco di Ripe San Ginesio. In tutti i casi sono state contesta gravi inadempienze di carattere strutturale, normativo e sanitario. In particolare, risulterebbe sovradimensionato il numero degli ospiti, il cibo utilizzato non sarebbe adeguato (soprattutto quello destinato ai bambini) i bagni non sarebbero a norma e le disposizioni di sicurezza degli ospiti e degli operatori non verrebbero rispettate se non in minima parte. Seguirò personalmente l’evolversi della situazione e se necessario porterò la questione all’attenzione dei massimo organismi del Consiglio Regionale”;

 

della comunità-alloggio Dina Sergiacomi di Montalto delle Marche si è anche occupata la trasmissione Mattino 5 andata in onda lo scorso 27 settembre; la trasmissione è stata caratterizzata dagli interventi dell’avv. Miraglia, di Antonella Flati e dalle interviste ad alcune mamme ospitate nella struttura:-

 

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto sopra riportato e, in caso affermativo, quali siano le loro determinazioni al riguardo;

 

se intendano avviare in tempi brevissimi un’ispezione presso la comunità-alloggio Dina Sergiacomi di Montalto delle Marche al fine di verificare, nell’ambito delle proprie competenze, l’eventuale presenza delle gravi inadempienze di carattere strutturale, normativo e sanitario indicate in premessa;

 

se e quali convenzioni siano in corso fra la citata comunità-alloggio e gli enti locali;

 

se risultino quanti e quali finanziamenti la comunità-alloggio in questione abbia percepito negli ultimi cinque anni, per quali e quanti bambini e per quali periodi di ospitalità;

 

se risultino indagini in corso riguardanti la comunità-alloggio Dina Sergiacomi di Montalto delle Marche e, in caso affermativo, per quali ipotesi di reato.

 

se, più in generale, il Governo non ritenga di intervenire nei modi e con i mezzi che riterrà più opportuni al fine di favorire l’apertura di un tavolo di concertazione con gli enti che ospitano le comunità alloggio presenti sul territorio nazionale per approfondire ed elaborare le più opportune strategie di intervento a tutela dei minori.

 

 

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