L'inchiesta

Fuori dalla droga per amore di mia figlia» Ma la famiglia è stata lasciata sola Accorato appello all’assessore Maletti

04-12-2010
«Fuori dalla droga per amore di mia figlia» Ma la famiglia è stata lasciata sola Accorato appello all’assessore Maletti
La storia di Laura e Sandro, come ampiamente documentato dalle colonne di Modena Qui ieri, è una storia triste, fatta di sofferenze laceranti, e di un passato turbolento quello di Sandro, 36 anni, ex tossicodipendente, dal quale egli è riuscito a riscattarsi grazie all’assidua vicinanza della moglie Laura, 32, la quale è stata disposta a sopportare violenze, minacce, percosse da parte del marito pur di vederlo uscire dal tunnel della droga.
Ora, la coppia, che ha due figli, di cui uno adolescente in un istituto e una bimba di 9 mesi in casa con sé, si trova ad affrontare un altro grave problema: non riesce ad essere inserita nella graduatoria di assegnazione di case popolari, nonostante abbia fatto ripetutamente richiesta.
«E’ incredibile che una città come Modena, che vanta servizi sociali sensibili e all’avanguardia, permetta che questa coppia che sta cercando di riscattarsi da un passato difficile e, in aggiunta, ha una bimba piccola, viva in soli 20 metri quadri di mansarda in quelle condizioni».
A parlare è l’avvocato Francesco Miraglia, legale della coppia, che ancora una volta prende in carico un caso spinoso, fatto di mille implicazioni attraverso numerosi gangli dell’amministrazione pubblica.
Partendo dall’assegnazione delle case popolari, dove Sandro e Laura vorrebbero trasferirsi per disporre di condizioni di vita migliori, dal momento che nella piccolissima mansarda in centro storico, affittata a 550 euro, gli impianti luce, acqua e gas sono vecchi e fatiscenti.
Persino la polizia municipale dopo un sopralluogo ha dichiarato che la piccola di nove mesi potrebbe non imparare a camminare bene in uno spazio così ridotto e angusto, ma nonostante questo e il passato turbolento della coppia, sembra siano stati esclusi dalla graduatoria di assegnazione delle case popolari e mai ricevuti dal Sindaco Pighi, dopo che questi ad un incontro pubblico sul Pal, si era preso l’impegno pubblico di organizzare un incontro ad hoc con Sandro.
«Il Comune di Modena predica bene e razzola male.
– continua Miraglia – Sono sicuro però che la situazione sia sfuggita all’assessore Francesca Maletti, di solito così attenta alle esigenze e ai bisogni delle persone, o non sia stata adeguatamente informata.
Perciò, auspico che l’Assessore si occupi personalmente della situazione per fare chiarezza sull’accaduto.
Sarebbe profondamente grave che a Laura e Sandro, dopo Nicola, venisse tolta pure la piccola Romina».

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  • Fraraccio Grazia ha detto:

    Nella vita non è tutto rosa e fiori, e l’esperienze di questa coppia li ha fatti crescere e maturare nelle loro difficoltà. Quali migliori genitori di loro? Chi più di loro saprà insegnare ai propri figli il bene e il male della vita? O si pensa che le suore chiuse nelle loro muraglie sappiano dare qualcosa di meglio? O le giovani “educatrici”, magari senza nessuna esperienza di vita, possono sostituire l’insegnamento, l’amore e il calore di questa coppia? Per principio non metterei a tutela dei bambini nessuna persona che non abbia avuto alle spalle una personale esperienza genitoriale. Quindi mi unisco all’appello dell’avvocato, di dare un alloggio possibile a questa coppia e che nessuno si sogni di togliere la piccola a quella grande e combattente madre. Sono altrettanto convinta che anche il giovane adolescente avrebbe il diritto di tornare nella sua famiglia per impostare con loro questo nuovo e luminoso futuro. Consiglio ai genitori cercatevi un alloggio decente e allontanatevi per sempre, chiaramente nella legalità, da questi supporti. Non ne avete bisogno! Auguri

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