Finalmente a Trento tanto tuonò che piovve!!

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Dopo il servizio delle Iene sul conflitto di interesse tra giudici onorari e strutture per minori e soprattutto dopo l’incredibile risposta o non risposta dei diretti interessati, sento il dovere come avvocato di fiducia dei casi a cui si è fatto riferimento nel servizio, di  informare l’ opinione pubblica.

Già il 3 agosto u.s., mi rivolgevo al Presidente della Struttura Padre Angelo per chiedere spiegazioni sul suo doppio ruolo anche e soprattutto tenendo conto di quanto sostiene la circolare del CSM art. 7 comma 6, 3◦ periodo 26 febbraio 2003, secondo cui il giudice minorile, all’atto della nomina deve impegnarsi a non assumere per tutta la durata dell’incarico, cariche rappresentative di strutture comunitarie ove siano inseriti  i minori dall’Autorità Giudiziaria e, se già riveste tale carica deve rinunciarvi prima di assumere le funzioni.

Tuttavia lo stesso Presidente non si è ancora  sentito in dovere di rispondere.

Ancora più scandalosa però è stata la risposta del dott. Mazza al giornalista delle Iene: “sul doppio ruolo, se è successo, si è trattato di un errore”.

Ma come è possibile accettare una risposta del genere soprattutto da chi in questi anni ha subito il collocamento in casa famiglia.

Come è possibile  che gli amministratori locali non si siano accorti di niente in questi anni nonostante i finanziamenti pubblici elargiti?

Anzi , qualcuno degli amministratori si  è sentito in dovere di intervenire per proporre una difesa d’ufficio alla stessa struttura.

Ancora una volta, purtroppo, dobbiamo constatare che nel nostro Paese che il vero scandalo è che nulla fa scandalo.

Sinceramente quanto raccontato dal servizio delle Iene, mi amareggia moltissimo sia come cittadino sia come avvocato.

Ancora più scandaloso è che tutto ciò accade sulla pelle dei bambini, di genitori e di famiglie che già di per se vivono situazioni disperate.

Mi auspico, a questo punto, che tutte le istituzioni sia politiche che giudiziarie diano delle risposte serie e concrete affinché siffatte situazioni non accadano più.

 

Mi auguro un intervento del Ministero della Giustizia affinché accerti come sia  stato possibile che per anni siano state violate precise direttive del CSM sulle nomine dei giudici onorari.

E’ inammissibile il comportamento di chi aveva il compito istituzionale di evitare  conflitti d’ interesse del genere e non l’ha fatto.

Non vorrei che ancora una volta ci trovassimo di fronte alle tre scimmiette della Garzanti: non vedo, non sento, non parlo.

 

 

Francesco Miraglia