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Minori: migliorare si può?

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Trento. Adiantum, Associazione di Associazioni Nazionali per la tutela dei minori, che si occupa da anni di sensibilizzare la Società Civile contro ogni forma di “privazione” a danno dei bambini, ha annunciato oggi l’offerta del convegno “Minori: migliorare si può? Assistenza minorile tra protezione e accoglienza” a tutta la cittadinanza, ai genitori, alle famiglie, agli operatori del settore minorile e a tutti i politici provinciali impegnati in una delicata riforma dell’assistenza minorile. Il convegno si terrà venerdì 10 ottobre 2014 alle ore 19.00 presso la Sala di Rappresentanza del Palazzo della Regione di Trento, Piazza Dante, 1. Dopo i saluti delle autorità del Presidente del Consiglio regionale, Diego Moltrer, che forse non sarà presente ma manderà un suo saluto, e del Parlamentare europeo di Forza Italia, già Assessore alle politiche sociali del Veneto, Remo Sernagiotto, sarà la volta degli insigni relatori con anni di esperienza nel settore minorile. Questa la scaletta moderata dal dottor Roberto Conci Editore de La Voce del Trentino: Gabriella Maffioletti Consigliere Comunale FI e Delegata Nazionale Adiantum Riforme al Comune di Trento: delibere 61/2012, 196/2014 e 2/2014 promuovere famiglia e accoglienza famigliare Dott. Pasquale Borsellino Direttore Unità Operativa Complessa INFANZIA, ADOLESCENZA e FAMIGLIA La riforma della Regione Veneto: priorità all’affidamento famigliare Prof. Vincenza Palmieri Presidente Ist. Naz. di Pedagogia Familiare, Psicologa, CTP Le verità opinabili e i Diritti dei Bambini tra sistema psichiatrico e sistema giuridico. Le perizie: l’osservazione, la valutazione, il “verdetto” Avv. Francesco Miraglia Cassazionista, esperto in diritto minorile Tribunale per i minorenni e servizi sociali in Trentino: situazione e proposte possibili Avv. Francesco Morcavallo già Giudice del Tribunale per i Minori Tribunale per i minorenni: anomalie e riforme possibili Silvio De Fanti Vicepresidente Comitato Cittadini Diritti Umani Psichiatria, giustizia e diritti umani in ambito minorile Il convegno, oltre ad offrire una panoramica della situazione nazionale, verterà principalmente sulla situazione del Trentino che molti dei relatori conoscono bene e dove alcuni bambini sono stati riportati in famiglia grazie a un lavoro sinergico e multidisciplinare. Il convegno tenterà di rispondere a questa domanda: si possono risolvere situazioni delicatissime e complesse senza il trauma dell’allontanamento? Questa è la nostra umile offerta e ci auguriamo che lo spessore dei relatori e la necessità di comprendere meglio questa problematica, possa spingere molte persone ad approfittare di questa opportunità con il fine ultimo di tutelare meglio i nostri bambini.

Adiantum Associazione di Associazioni Nazionali per la tutela dei minori

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Convention Nazionale: “Sistema delle case famiglia in Italia”

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È ormai alle porte la 3^ edizione del Convegno Nazionale su “Il sistema delle Case Famiglia in Italia – per adolescenti, donne sole, minori non accompagnati, alto contenimento, anziani, “doppia diagnosi“.

“Spostare un bambino dalla famiglia a quant’altro, sostiene l’avvocato Francesco Miraglia, rende: rende dal punto di vista narcisistico della propria professione, rende dal punto di vista di giustificare se stessi e il proprio ruolo e qualche volta, ma purtroppo non solo qualche volta, rende dal punto di vista del potere, del ricatto e anche a livello economico e addirittura politico. In un periodo in cui psicologi, assistenti sociali, sociologi hanno poca possibilità di avere un posto di lavoro, il creare una casa famiglia o un piccolo istituto significa dare posti di lavoro e quindi avere un grosso potere politico”. “70 bambini all’anno ricevono un trattamento sanitario obbligatorio e 6.000 vengono ricoverati nei reparti di psichiatria. Nel 2012 i minorenni accolti temporaneamente presso i servizi residenziali familiari e socio educativi e le famiglie affidatarie sono stati 29.309”.

Per rispondere a tali quesiti, saremo lieti di ospitare relatori illustri ed esperti che condivideranno le proprie testimonianze: Prof.ssa Vincenza Palmieri, Presidente Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare, Dott.ssa Amelia Izzo, Mediatrice Familiare-Tutore minori per il Tribunale per i minorenni di Napoli, Dott. Carlo Fedele, Presidente Coop. Sociale “Araba Fenice” e Responsabile di Comunità ad Alto Contenimento, Cons. Avv. Donatella Cerè, Cassa Forense di Roma, Prof.ssa Roberta Lombardi, Esperta in Psicologia Giuridica, Psicoterapeuta e Giudice Onorario presso Tribunale per i Minori di Roma, Dott.ssa Giovannna Sammarco, Assistente Sociale – Presidente dell’Ordine degli Assistenti sociali del Lazio, Dott.ssa Antonella Baccalaro, Direttore del Consorzio Intercomunale per la gestione dei Servizi Socio Assistenziali dell’Ovest Ticino Romentino (Novara), Avv. Eleonora Grimaldi – Curatore Speciale Tribunale per i Minori di Roma, Padre Rovo, Associazione Volontari della Casa Famiglia “Capitano Ultimo”, Dott.ssa Stefania Petrera, Pedagogista- Giudice Onorario c/o la sezione minori della Corte d’Appello di Roma , Avv. Francesco Miraglia, Cassazionista-penalista, esperto di Diritto di Famiglia e Diritto Minorile, Dott.ssa Rita Colavecchi, già Dirigente Scolastico, Avv. Francesco Morcavallo, già Giudice Tribunale per Minori di Bologna, Dott.ssa Gabriella Maffioletti, Consigliere Comunale del Comune di Trento, Dott.ssa Antonella Lombardi, Educatore professionale, i ragazzi e gli operatori della Casa Famiglia IL FANCIULLINO, già premio Pedagogia Familiare 2013, con la lettura di un brano della Dichiarazione dei Diritti Umani, Maria Bisegna, Presidente dell’Associazione Nonne e Nonni Penalizzati dalle Separazioni, Dott. Silvio De Fanti, Vice Presidente del Comitato Cittadini per i Diritti Umani, Dott.ssa Maria Matano, Psicoterapeuta, Supervisore Comunità Minorili Area Penale Associazione “Anthea” di Caserta

Il Convegno si terrà venerdì 4 e sabato 5 aprile – dalle ore 10.00 alle 18.00 – ed è in accreditamento presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma e presso il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali.

Un appuntamento da non perdere, per creare una Rete Sociale e mantenere la luce dei riflettori ben puntata sui Diritti Umani, con particolare attenzione ai Diritti dei Bambini.
Perché “Per far cambiare il vento, bisogna soffiare forte, non bisogna fermarsi mai e non si può essere soli”.

 

 

 

 

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Vincenza Palmieri e Francesco Miraglia per la prima volta in Basilicata

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download basilicataCOMUNICATO STAMPA

                                                                 

Vincenza Palmieri e  Francesco Miraglia 

presentano, per la prima volta,

in BASILICATA

 

“I Malamente” (Armando Editore)

Lunedì 27 Gennaio 2014 – Ore 17.00 – 19.00

Aula Magna dell’Istituto Comprensivo Potenza III

Via Enrico Toti – Potenza

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   Nell’ambito della sesta edizione di “Incontriamoci e parliamo di…”, percorso formativo per genitori e docenti organizzato dall’AID di Potenza, lunedì 27 Gennaio,  l’Avv. Francesco Miraglia e la Prof.ssa Vincenza Palmieri presenteranno, per la prima volta in Basilicata, l’ultimo volume (scritto assieme all’Avv. Eleonora Grimaldi), 

I Malamente“, edito da Armando Editore.

 

Un libro dirompente e innovativo, che capovolge lo stigma che associa il cattivo alla mente malata, motivazione grazie alla quale si riempiono le case famiglia e le comunità di giovani a cui somministrare terapia psico-farmacologica. “O reo o malato”, o bianco o nero, in quella assenza di sfumature che invece è propria della variabile adolescenziale.

 

“I Malamente, oggi, sono ragazzi fuori dai margini dell’ascolto, allontanati da una scuola che li perde e non va a riprenderseli, costretti o decisi ad avviarsi verso una carriera di devianza e malattia”.

Protagonisti di molte coraggiose battaglie civili che li vedono affiancati, Palmieri e Miraglia ripercorreranno, dunque, i passaggi salienti di un volume di straordinaria attualità, in cui si racconta di come i nostri ragazzi, pieni di istanze, difficoltà, caratteristiche particolari e bisogni speciali, siano menti meravigliose, bisognosi di una scuola che onori costantemente il Diritto allo Studio ma soprattutto il Diritto all’Apprendimento.

 

L’evento, particolarmente in linea con l’argomento della serata, concluderà degnamente la lezione magistrale che la stessa Prof.ssa Palmieri, in apertura del lavori,  terrà sul tema “Aspetti etici e pedagogici dei D.S.A. e dei B.E.S. – Comprendere per evitare la medicalizzazione dell’insegnamento”.

 

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Lunedì 20 gennaio l’avvocato Francesco Miraglia del foro di Modena, sarà ospite alle ore 12.30 della trasmissione, condotta da Giancarlo Magalli, “ I Fatti Vostri” .

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L’avvocato Miraglia sarà ospite quale legale della famiglia Fiore, coinvolta in un calvario personale e giudiziario durato tre anni.

 

 

 

Era infatti il 7 aprile 2010 quando, a seguito della dichiarazione di aver subìto abusi sessuali in ambito familiare, ( accuse  successivamente  ritenute infondate con decreto di archiviazione del 22 dicembre 2011), veniva eseguito da parte dei  servizi sociali l’allontanamento della figlia minorenne della coppia ed il conseguente inserimento nella comunità educativa “Progetto Pegaso”. 

 

 

 

Tuttavia il 2 maggio 2012 la ragazzina della coppia, M.F di 15 anni, all’epoca dei fatti, dopo l’orario scolastico scelse di non rientrare nella comunità, per fare ritorno nella casa genitoriale.

 

 

 

Di conseguenza l’intervento, in questa vicenda, dell’avvocato Miraglia, che ha instaurato nell’immediato una fitta rete di comunicazioni tra istituzioni ed autorità, ha fatto sì, dapprima che la ragazzina potesse restare a casa dei genitori e, successivamente, con l’accoglimento del ricorso presentato al Tribunale dei Minori di Milano lo scorso 6 maggio 2013, potesse la stessa rientrare nella patria potestà dei coniugi Fiore.

 

 

 

Questo ennesimo caso è la dimostrazione palese di come, ormai, vi sia la consuetudine di certi automatismi nei provvedimenti, presi con molta superficialità”- sottolinea l’avvocato Miraglia- “Non esistono contraddittori e non ci sono dei riscontri oggettivi; mancanze che ledono completamente il diritto della difesa delle parti coinvolte.

 

 

 

 

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Codici d’onore e criminalità organizzata

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locandina Onore e Criminalità (2)

Domenica 12 gennaio 2014 dalle ore 10 alle ore 16, l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare di Roma, organizza nell’ambito del Master in Criminologia, il convegno: Codici d’onore e criminalità organizzata.

I relatori saranno la dott.ssa Daniela Scarpetta, Pedagogista Familiare- Assistente Capo della Polizia di Stato- Questura di Roma – Ufficio Minori e dall’avv. Francesco Miraglia, Cassazionista-Penalista esperto in diritto minorile e di famiglia- Pubblicista-Giornalista- Mediatore famigliare- Mediatore Criminale.

Il convegno prenderà sunto dalla Tesi: Il volto della n’drangheta discussa dallo stesso avv. Miraglia nell’ambito del corso : Mediazione Criminale e Intelligence nell’Investigazione presso l’università della Mediazione di Napoli.

Una tesi, che ha visto come relatore il Prof. Giuseppe Cinquegrana,antropologo criminale, e che verte su un caso  di ‘ndrangheta seguito dall’avv. Miraglia nell’ambito della sua attività professionale, conosciuto come “Operazione Sybaris”. Si tratta di una delle più importanti operazioni di Polizia ai danni di questa organizzazione criminale effettuata nel Cosentino jonico e che vide l’uccisione, il 16 maggio 2001, di Vincenzo Bloise da parte di due sicari, mentre si trovava in campagna a bordo di un trattore con il fratello.

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“UNA VITTORIA IMPORTANTE”

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Comunicato Stampa congiunto di Vincenza Palmieri e Francesco Miraglia

Oggi si annuncia una vittoria importante. E’ la vittoria innanzitutto di un ragazzo e della sua famiglia; ma è anche la dimostrazione importantissima e tangibile di come la carta vincente, nel momento in cui si assiste un ragazzo in difficoltà, non possa che essere la sinergia tra tutte le parti: l’avvocato che lo difende, il consulente di parte, i servizi territoriali, la famiglia e la volontà del ragazzo stesso.

 

La storia di un adolescente deve diventare, dunque, la storia di molti altri ragazzi.

 

Mentre la soluzione routinaria avrebbe comportato l’introduzione in casa famiglia o il ricovero in comunità di tipo psichiatrico, per A. P, difeso dall’Avvocato Francesco Miraglia, la Consulente di parte della famiglia, la Prof.ssa Vincenza Palmieri, ha presentato un progetto di Pedagogia Familiare alternativo.
Invece di relegarlo in comunità terapeutica, concentrandosi sulle criticità della situazione, il progetto si è soffermato sui suoi punti di forza, ottimizzandoli.

Il ragazzo, brillante e creativo, è stato guidato nella riscoperta delle relazioni familiari e il recupero degli studi; ma è stato anche accompagnato nell’espressione libera delle proprie capacità. Promettente batterista, attraverso la musica ha recuperato la fiducia in se stesso, nella possibilità di farcela e nelle relazioni con gli altri.

Tramite il ricorso alle attività sportive e attraverso la proposta di stage professionalizzanti, ha vissuto un’offerta formativa a tutto tondo, realizzante e non priva di stimoli culturali.

 

Oggi, dopo un percorso graduale e monitorato, si può finalmente annunciare la dismissione degli psicofarmaci e  si può raccontare di come si siano riannodati i fili dei legami familiari, grazie a colloqui di pedagogia familiare .

A. P., 16 anni,  ha ricostruito il rapporto con il padre, che aveva perso perché all’estero, ma, soprattutto, ha salvato la vita al patrigno, tramite il ricorso in exremis al massaggio cardiaco.

 

“Esiste, dunque, un’alternativa reale alla destrutturazione della famiglia e alla psichiatrizzazione dei ragazzi” – dichiarano con soddisfazione la Prof.ssa Vincenza Palmieri e l’Avvocato Francesco Miraglia. “Perché questi ragazzi meritano di recuperare appieno la propria vita e la propria età, perché questa torni così a rappresentare sia il momento della spensieratezza che della responsabilità”.

 

 

 

 

 

 

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Servizi sociali nei guai: incontri sospesi tra il bambino e il padre rinviato a giudizio per abusi sessuali.

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download (1)L’uomo ora è stato rinviato a giudizio. La prossima udienza fissata per il 12 marzo 2014

 

Un bambino padovano era stato costretto dai Servizi sociali a incontrare il padre dopo che lo aveva abusato. Ora il giudice dell’udienza preliminare, il dott. Gambardella, durante l’udienza preliminare dello scorso 24 ottobre ha deciso di rinviarlo a giudizio con l’accusa di abusi sessuali fissando per il 12 marzo 2014, la data della prossima udienza. La situazione si complica anche per l’assistente sociale e la psicologa dei servizi sociali del Consultorio di Piazzola sul Brenta (Padova) che hanno “costretto” il bambino ad incontrare il padre nonostante la citata accusa di abusi sessuali.

Ancora più grave è l’atteggiamento del servizio referente nei confronti della madre del bambino che protestava per l’assurda decisone di forzare il figlio ad incontrare il padre: ho ci aiuta a convincere il bambino ad incontrare il padre o altrimenti siamo costretti a collocare il bambino in struttura|

Ancora più assurdo, è  che tutto ciò è avvenuto sotto la  completa indifferenza del  Tribunale per i Minori di Venezia.

Finalmente dopo l’ennesima protesta e avvertimento di denuncia, dell’avv. Francesco Miraglia  legale del madre e del bambino il servizio sociale in persona del suo rappresentate ha comunicato l’interruzione dell’incontri padre e figlio, ma non solo in data 31 ottobre il TM di Venezia, finalmente emetteva un decreto ove chiedeva tutta la documentazione inerente il rinvio a giudizio del padre, forse si sono resi contro che insistere nell’incontri è una decisione quanto meno discutibile.  

 “Finalmente qualcuno sembra essersi accorto della gravità della situazione, – afferma l’avvocato Francesco Miraglia del foro di Modena legale della madre del minorenne – mi sembra inverosimile che un servizio pubblico, quale quello sociale contribuisca a far del male ad un bambino che già di per sta vivendo un grosso disagio, ancora di più è la superficialità e il pressapochismo  del Tribunale per i minorenni che fino ad adesso è rimasto completamente sordo  ad una siffatta vicenda.

A questo punto ci auspichiamo che il servizio sociale che fino ad oggi si è occupato del caso venga rimosso in toto è  che il Tribunale per i minorenni svolga effettivamente il suo compito di tutela e non semplicemente di ratificare di quanto sostiene l’assistente sociale,  la psicologa o la consulente d’ufficio di turno. Mi preme inoltre, informare l’opinione pubblica della risposta del Pubblico Tutore dei Minori della Regione Veneto a cui si era rivolta la madre per denunciare il grave disagio del figlio nell’incontrare il padre:Si suggerisce nelle more delle indagini in corso di accompagnare fiduciosamente il piccolo Marco (nome di fantasia) nel percorso di avvicinamento al padre come disposto del Tribunale per i Minori attraverso il sostegno degli operatori socio-sanitario dello stesso incaricato.

A tal proposito ogni mio commento è superfluo  sulla funzione e utilità di un Pubblico Tutore dei Minori.

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Il progetto a difesa dei minori “Mai Più un Bambino” diventa giornata internazionale e approda nella casa famiglia di “Capitano Ultimo”

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Il progetto “Mai Più un Bambino” a difesa dei minori e delle famiglie che ogni giorno lottano perché i loro piccoli vengano rispettati sia dal punto di vista giudiziario che nel campo sanitario e pedagogico raggiunge un nuovo traguardo. Dopo essere stato oggetto di un libro, scritto dall’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Modena, dall’ex Ministro alla Salute Antonio Guidi e dalla presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare (INPEF) Vincenza Palmieri ed edito dalla Armando Editore (2013) diventa un appuntamento annuale con l’istituzione della Giornata Internazionale “Mai Più un Bambino” .

 

 

 

La prima si svolgerà il prossimo 23 giugno dalle 10 alle 18 presso la sede dell’Associazione Volontari Capitano Ultimo presso la Tenuta della Mistica a Roma. Un momento di grande festa quello organizzato dall’Associazione Nazionale dei Pedagogisti, dall’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare e dalla Casa Famiglia Volontari Capitano Ultimo che prevede vari momenti di incontro e confronto a partire dal workshop dal titolo “Modelli di accoglienza e accompagnamento, Vivere senza Psicofarmaci®, Scambio, lavoro, educazione, criminalità: il valore aggiunto della “differenza”” che vedrà l’intervento dei relatori Vincenza Palmieri, Francesco Miraglia, Francesco Morcavallo, Stefania Petrera, Eleonora Grimaldi, Amelia Izzo, Adele Cagnetta, Padre Rovo, i Carabinieri volontari e i Minori stranieri non accompagnati.

 

 

 

Si tratta di un momento importante – spiega l’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Modena, che è stato fin dall’inizio uno dei promotori del progetto – che ribadisce la nostra volontà concreta di lavorare attivamente, insieme ad altri gruppi, associazioni, singole persone affinché i diritti dei bambini vengano riconosciuti. Da sei mesi, stiamo portando in giro per l’Italia un messaggio chiaro: i minori vanno tutelati ogni giorno dell’anno e non solo quando i fatti di cronaca ci ricordano che esistono. Essi vanno seguiti, devono poter continuare a vivere in famiglia qualora le loro singole situazioni lo permettano, oppure essere ospitati in case famiglia che effettivamente ne garantiscano la “tutela” e non che li usino come “businness”. I bambini vanno amati, ascoltati e non sottoposti a trattamenti sanitari obbligatori o riempiti di farmaci. Il fatto che anche l’associazione di Capitano Ultimo, o meglio del Colonnello Sergio De Caprio (noto ai più per aver arrestato Totò Riina nel 1993) abbia deciso di sposare questa causa, ci onora e ci conferma che stiamo lavorando nella giusta direzione”.

Una giornata nella quale si alterneranno anche momenti di animazione come lo spettacolo del “Volo del Falco” o ancora quello curato dagli Artisti per i Diritti umani, i laboratori pratici sulla lavorazione del pane, dei dolci, della pasta e dell’artigianato (curati anche dai Richiedenti asilo), il mercatino etnico e l’esibizione del gruppo musicale “Ghost” con Alex e Enrico Magistri.

 

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Corte di Appello di Torino “contro” un minore: ora Roberto di 10 anni torna a vivere in comunità

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Un’odissea di 5 anni per un bambino piemontese che vorrebbe stare con la sua mamma.

Sentenza paradossale quella disposta dalla Corte di Appello di Torino su un caso di affidamento minorile che ha “rigettato” la decisione del Pubblico Ministero, (unico organo competente legittimato a prendere provvedimenti in materia) di lasciare il bambino alle cure della madre e ne ha disposto invece la sua collocazione prima in un’altra famiglia e in seguito in comunità. Una decisione che ha cambiato radicalmente la vita del piccolo e che, di fatto, non lo tutela ma, per assurdo, gli si pone addirittura contro.

Una vicenda che si trascina da 5 anni e la cui gravità, sia a livello formale che pratico, è ben chiara a coloro che sono soliti frequentare i tribunali e destreggiarsi tra leggi, atti, ricorsi ma che deve uscire dalle aule e essere resa pubblica in quanto ci si trova davanti a un evidente caso di malagiustizia che calpesta, in maniera clamorosa, i diritti dei minori.

La storia del piccolo Roberto (nome di fantasia) di 10 anni, inizia quando a causa dei problemi psichici della mamma e per incomprensioni fra quest’ultima e i nonni materni, a seguito della relazione dei Servizi sociali (redatta come impone la legge), il bambino viene mandato a vivere in una nuova  famiglia.  Contemporaneamente viene attivata la procedura per la sua adottabilità.

A questo punto, i legali della madre e dei nonni, gli avvocati Francesco Miraglia del Foro di Modena e Ulpiano Morcavallo del Foro di Roma intervengono chiedendo e riuscendo ad ottenere che quest’ultimo procedimento non venga attuato e che quindi il bambino stia con la madre con la supervisione dei servizi sociali.

Il problema – spiega l’avvocato Miraglia – è che il piccolo non è stato inserito in una famiglia a Torino, in modo che potesse continuare a frequentare la stessa scuola, gli amici, a seguire le sue abitudini, bensì a 100 chilometri di distanza. Ci chiediamo: “E’ possibile che in una città con più di 800 mila abitanti, non fosse disponibile un nucleo familiare pronto ad accoglierlo? Ci sono forse altri interessi dietro a questa vicenda? Una situazione che definirei piuttosto anomala e che vorrei venisse chiarita”. Intanto il bambino nella nuova famiglia in cui è stato ospitato, non si trova bene.

Poi il colpo di scena. La Corte di Appello di Torino, lo scorso mese, dispone improvvisamente la cessazione dell’affidamento eterofamiliare (in questo tipo di procedura, il minore può essere affidato ad una famiglie con o senza figli, a singoli individui o a comunità di tipo familiare) e il collocamento di Roberto in una struttura comunitaria, malgrado abbia in precedenza affermato e preso atto della “sussistenza di un solido rapporto affettivo tra il minore ed i familiari di origine e la nocività, per l’equilibrio psicologico del bambino, di un definitivo e totale distacco dalla madre e dai nonni materni. In secondo luogo, dava conto dell’avvenuta cessazione dell’affidamento eterofamiliare disposto in prime cure, a seguito della situazione di disagio prodottasi per il minore, che aveva rifiutato e disconosciuto il ruolo degli affidatari ed aveva a più riprese richiesto di ricongiungersi alla propria madre ed alla propria famiglia”.

Non credo sia possibile – conclude l’avvocato Miraglia – che dopo 4 anni Roberto non abbia ancora trovato un luogo dove poter abitare in modo sereno e, che alla stregua di un pacco, venga spostato da un contesto all’altro. Inoltre si tratta di una disposizione che non spetta alla Corte, in quanto, si badi bene, è il Pubblico Ministero che ha il potere decisionale in questo ambito e che, nel caso specifico, non aveva né chiesto l’intervento della Corte, né tantomeno l’affidamento ma, anzi, aveva optato per la sospensione del procedimento di adottabilità al fine di acquisire nuove valutazioni e disposto, addirittura il ripristino degli incontri tra la madre e il bambino come si legge nella sentenza. Si tratta di un provvedimento grave e proprio per questo abbiamo deciso di ricorrere in Cassazione, avvalendoci quindi dell’ultimo grado di giudizio. Ci troviamo infatti  difronte a una serie di violazioni sia legislative che morali gravi ed è nostro compito sottolinearle ed intervenire prontamente affinché esse non si ripercuotano ancora su Roberto, che ha diritto di vivere felicemente”.

 

 

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Un giorno di malagiustizia

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Dopo avere appreso dalla cancelleria che il Giudice Bellentani depositerà le motivazioni della sentenza che mi riguardano, tra 90 giorni, sento il bisogno di intervenire pubblicamente anche per fare un po’ di chiarezza.

Prima di tutto è inammissibile  per non dire altro che un giudice redigerà le motivazioni di una sentenza quando il reato è già prescritto e indultato  da mesi (termine prescrizione luglio 2013, termine per il deposito ottobre 2013).

Non voglio assolutamente accodarmi a qualche politico che non perde l’occasione di parlare della giustizia mal funzionante in Italia, ma mi preme sottolineare che la maggior parte delle notizie riportate dai mezzi di informazione non corrispondono assolutamente al vero.

Il sottoscritto, nella vicenda de quo, oltre a rivolgersi sempre  agli avvocati di controparte, ai dirigenti nazionali del sindacato, al sindaco, al Prefetto, al Questore e al Presidente dell’ordine, ha adito l’autorità giudiziaria competente a tutela del proprio assistito.

Inoltre si è fatto riferimento a delle presunte foto osè, anche questo non corrisponde assolutamente al vero.

 Nel fascicolo del Tribunale sono depositate delle fotocopie di foto senza testa e senza alcun riferimento che possano identificare qualsivoglia persona.

D’altronde è la stessa sindacalista, che ho incontrato solo due volte,  che ha escluso che potessi avere qualsiasi sua foto personale.

Certo è che difendere la povera gente,senza voce, senza sindacato, e senza diritti qualche problema lo può portare, soprattutto quando, come controparte, sia ha  il sindacato, si ha il potere psichiatrico,  si ha il potere giudiziario e il potere politico.

Ma non sarà certo questa vicenda a farmi declinare da un impegno morale che il sottoscritto ha nei confronti della povera gente e dei poveri cristi che hanno solo l’unico difetto di non essere ascoltati e di non avere la forza di far valere i propri diritti.

Come ho già annunciato, costruirò un blog in cui pubblicherò tutta la documentazione inerente a questa vicenda , e  lo metterò a disposizione di qualsiasi cittadino che voglia testimoniare la sua esperienza. E da questo nascerà un progetto letterario dove racconterò in prima persona una storia di mala giustizia.

                                                                                                         Francesco Miraglia

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Il progetto “Mai più un Bambino” sbarca a Caserta per parlare di tutela dei minori

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L’iniziativa sarà presentata nella prestigiosa cornice della Reggia di Caserta

Prosegue con successo l’iniziativa “Mai più un Bambino”, i cui obiettivi sono quelli di realizzare e proporre una serie di leggi a favore dei minori, i cui diritti,  sempre più spesso, vengono calpestati sia in ambito scolastico, che in quello sanitario e sociale e di sensibilizzare a queste problematiche quegli enti, che per svariati motivi, si trovano a stretto contatto con essi.

L’iniziativa, che è stata avviata nel mese di gennaio e portata avanti in tutta Italia, vede tra i promotori l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare (INPEF) di Roma, presieduto da Vincenza Palmieri che si è occupata degli aspetti pedagogici del progetto, l’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Modena che ha curato invece i contenuti dal punto di vista legale ed infine l’onorevole Antonio Guidi, ex ministro alla Famiglia, che si è dedicato alle problematiche sanitarie.

La prossima tappa dopo Roma, Pinerolo, Limena, Milano, Invorio (solo per citarne alcune) sarà Caserta e la sua splendida Reggia dove il prossimo 24 maggio alle ore 14.30, presso la Cappella Palatina del Palazzo reale, in via Douet, si terrà la conferenza: “Un viaggio nei Diritti Umani, Diritti dei Bambini, Diritto all’Apprendimento, Costituzione e Legislazione” resa possibile anche grazie all’appoggio del Ministero per i Beni e le Attività culturali, della Provincia di Caserta, dell Consiglio Regionale della Campania, dei Comuni dell’Alto Casertano, dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Venere, dell’Associazione delle Camere Minorili “Il Faro” di Santa Maria Capua Vetere ed infine dell’Ordine Sovrano Militare del Tempio di Jerusalem.

Sono molto soddisfatto – spiega l’avvocato Miraglia – di quanto sta avvenendo. Durante le conferenze sono sempre più numerose le persone che sposano la nostra causa e che voglio, attraverso il loro lavoro quotidiano, cercare di fare qualche cosa di concreto per i bambini. Spesso ci vengono chiesti consigli, suggerimenti, con sempre più frequenza ci si sofferma a condividere le preoccupazioni e a denunciare quanto avviene nelle diverse città. Mi auguro che tutto il lavoro svolto finora e che ci porterà ancora in giro per la Penisola, venga poi preso in seria considerazione da coloro che, a tutti i livelli, sono tenuti a governare il nostro Paese. Numerosi amministratori hanno già deciso di sottoscrivere la nostra petizione che è contenuta anche nel libro “Ma più un Bambino”, pubblicato nel 2013 da Armando Editore, nel quale vengono descritte le problematiche che i nostri piccoli si trovano spesso a dover affrontare. Per quel che mi compete ad esempio, oltre a soffermarmi sulle tematiche quali l’affido, l’accoglienza che sono argomenti che sono solito trattare in quanto mi occupo di Diritto di famiglia, denuncio apertamente anche il lavoro, talvolta malfatto, degli operatori sociali, descrivo la situazione di alcune case famiglia di cui, in alcuni casi, abbiamo sollecitato la chiusura come, ad esempio, per quella di Montalto delle Marche in provincia di Ascoli Piceno”.

Durante la presentazione interverranno anche la principessa Amelia Izzo d’Aragona, responsabile Relazioni istituzionali dell’INPEF, il dott. Francesco Morcavallo, giudice Tribunale per i Minori di Bologna, l’avvocato Eleonora Grimaldi del Tribunale per i Minori di Roma, la dott.ssa Stefania Petrera, pedagogista. A moderare l’evento, la giornalista Monia Gambarotto.

 

 

 

 

 

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Incontro “Mai Più Un Bambino” per parlare di bambini abusati, sottratti alle famiglie e sottoposti a trattamenti inadeguati

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COMUNICATO STAMPA

Incontro “Mai Più Un Bambino” per parlare di bambini abusati, sottratti alle famiglie e sottoposti a trattamenti inadeguati

 

Appuntamento il 3 maggio dalle 14.30 alle 18 in piazza Martiri a Ivorio (Novara)

 

Le ultime notizie di cronaca di questi giorni ci ricordano come spesso i bambini si trovino in situazioni di disagio causate spesso dall’incapacità dei genitori o degli Enti che dovrebbero proteggerli di adempiere in modo corretto e professionale ai loro doveri.

Il caso dei due bambini di Salerno (nomi di fantasia: Flavio 7 anni e Domenico, 8 anni) sottratti alla podestà della madre e prelevati con la forza mentre rientravano a casa per portarli in una casa famiglia o ancora, qualche mese fa, il caso del piccolo Leo di Cittadella di Padova sono solo alcuni esempi di come queste situazioni  si propongano con una certa frequenza nel nostro Paese.

Ed è proprio su questo delicato tema che il Comune di Invorio, in collaborazione con la Provincia di Novara e l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare (INPEF) di Roma ha organizzato l’iniziativa “Mai Più Un Bambino: indagine e analisi sociale sul fenomeno dei bambini abusati, sottratti alle famiglie, con trattamenti inappropriati delle Autorità” che si terrà il 3 maggio dalle ore 14.30 alle ore 18, presso la Sala conferenza “Casa Curioni”, in piazza Martiri ad Invorio (Novara).

Ad introdurre l’evento, che è accreditato presso l’Ordine degli avvocati di Verbania e in corso di accreditamento presso l’Albo Professionale Assistenti Sociali del Piemonte, saranno l’assessore alle Politiche sociali della città, Roberto Del Conte, l’ispettore capo della Questura di Novara, Raffaella Fusco e l’avvocato Maria Grazia Rodari, consigliere dell’ordine degli avvocati di Verbania.

Tra gli ospiti interverranno la presidente dell’INPEF, Vincenza Palmieri che si soffermerà su “Le riforme sociali a sostegno dei diritti umani e dei bambini”, il giudice del Tribunale per i Minori di Bologna, Francesco Morcavallo che farà una riflessione su “Il giusto processo”, mentre sarà l’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Modena, a soffermarsi su “Le garanzie e le tutele per i Minori”. Ad essi si aggiungeranno anche le esposizioni di Beatrice Guglielmetti, psicologa e neuropsichiatra infantile e Maria Iacomelli, assistente sociale Area Minori e Famiglia CISS di Borgomanero. A moderare la serata il dirigente dell’Istituto comprensivo del Vergante, Nicola Fonzo.

La questione delle case famiglia – spiega l’avvocato Francesco Miraglia – è piuttosto delicata. Nella mia attività professionale mi sono state riportate spesso situazioni di degrado, di sovraffollamento delle strutture senza contare la denuncia di abusi sui minorenni da parte del personale interno. Situazioni che hanno contribuito, nelle scorse settimane, alla chiusura di una casa famiglia a Montalto delle Marche (Ascoli Piceno). Realtà che non vorremmo si presentassero perché a subirle, a pagarle sulla propria pelle sono proprio i bambini che già si trovano a dover vivere una situazione di lontananza dal proprio ambiente famigliare e quindi spesso a soffrire di questo stato. Questo non vuol dire che tutte queste strutture vadano chiuse ma ciò per cui mi batto, o meglio ci battiamo, è che esse vengano controllate maggiormente. Aprire una casa famiglia, oggi, non richiede grandi autorizzazioni e spesso dietro ad esse non si nascondono persone con ideali nobili ma bensì più interessate al business che ne possono trarre”.

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19 APRILE 2012: DISCUSSIONE TESI “IL VOLTO DELL’NDRANGHETA” di FRANCESCO MIRAGLIA

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19 aprile 2013

In questi anni ho avuto la fortuna di poter svolgere la mia professione con passione, di incontrare persone che mi hanno arricchito molto dal punto di vista umano. Ho collaborato con professionisti che come me, credono fermamente che i bambini e di conseguenza le loro famiglie vadano protette e sostenute, ancor più in un momento delicato come quello che stiamo vivendo. Spesso mi sono ritrovato ad affrontare casi delicati legati anche ad altre problematiche giudiziarie, ho dovuto affrontare processi in cui sembrava che tutto fosse già stato deciso…ho accettato casi “complessi” legati al mondo delle organizzazioni criminali malavitose, ho combattuto spesso in prima linea, risultando ancheuna persona “scomoda”.

Credo che la voglia, di fare, di mettermi in gioco, il desiderio di “giustizia”, la grinta e la caparbietà siano state delle valide compagne di viaggio nel mio percorso di crescita professionale e grazie a loro ho potuto ottenere i risultati che desideravo e anche riconoscimenti inaspettati.

Risultati che sono anche il frutto di un continuo studio, della volontà e necessità di rapportarsi con le Istituzioni, con le leggi, con un sistema giudiziario complesso in continua evoluzione e che richiede quindi sistematici aggiornamenti e tanta preparazione, indispensabile, credo per riuscire, laddove sia necessario, a trovare nuove e originali soluzioni.

Ed è proprio con questo spirito che lo scorso anno ho deciso di iscrivermi al Corso di “Mediazione criminale e intelligence nell’investigazione” promosso dall’Università della Mediazione di Napoli in convezione con l’associazione CSI – Periti Consulenti Forensi, United Nations Academic Impact Member, Academy School e con la collaborazione  del Politecnico Polisa oltre chedell’Assessorato  Affari Istituzionali  del comune di Vibo Valentia.

Il 19 aprile alle ore 15, presso la sala del Consiglio del Palazzo Luigi Razza discuterò la mia tesi intitolata “Il volto della‘Ndrangheta”. A presiedere la Commissione d’esame saranno iProfessori Saverio Fortunato e Edoardo Maria Piccirilli.

Una tesi, che vede come relatore il Prof. Giuseppe Cinquegrana,antropologo criminale, e che verte su un caso che ho personalmente seguito, conosciuto come “Operazione Sybaris”. Si tratta di una delle più importanti operazioni di Polizia ai danni diquesta organizzazione criminale effettuata nel Cosentino jonico e che vide l’uccisione, il 16 maggio 2001, di Vincenzo Boise da parte di due sicari, mentre si trovava in campagna a bordo di un trattore con il fratello. Fondamentali per la risoluzione del caso furono anche le intercettazioni telefoniche delle quali si fa riferimento nel mio lavoro.

 

 

Incontro “Residenze Sanitarie Psichiatriche Effetti collaterali (Le regole, le leggi, i desideri)”

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 Incontro “Residenze Sanitarie Psichiatriche Effetti collaterali (Le regole, le leggi, i desideri)” Una riflessione sulle condizioni in cui vivono i malati psichiatrici Venerdì 8 febbraio 2013, Sala Benjamin, via del Pratello, 54 a Bologna Manicomi, residenze protette, pazzi, Trattamento Sanitario Obbligatorio, Leggi Ciccioli. Una serie di parole che sono entrate a far parte del linguaggio comune e dietro alle quali si celano realtà “scomode”, persone bisognose di cure, leggi e regole precise che spesso non vengono rispettate. Situazioni sulle quali si preferisce tacere o nascondere…fino a quando “ci scappa il morto” e allora diventa difficile non parlarne. Ed è proprio con la convinzione che è importante confrontarsi anche su tematiche scottanti e discuterne apertamente che è stato organizzato l’incontro “Residenze sanitarie psichiatriche Effetti collaterali (Le regole, le leggi, i desideri)”, che si terrà il prossimo 8 febbraio 2013, a partire dalle ore 18, presso la Sala Benjamin, via del Pratello, 54 a Bologna. All’evento parteciperanno Maria D’Oronzo, del Centro di Relazioni umane (Bologna), l’Avvocato Francesco Miraglia del Foro di Modena, Vito Totire di Medicina Democratica, il Lab57/Alchemica -Laboratorio Antiproibizionista, gli Operatori Sociali X un coordinamento metropolitano e l’Unione Sindacale di Base – Coop Sociali. Durante l’iniziativa verranno affrontate diverse tematiche quali la chiusura dei manicomi, la proposta di legge dell’Onorevole Carlo Ciccioli “Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica”, il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), l’introduzione del Trattamento Sanitario Prolungato (TSP), il rapporto tra il paziente e le strutture psichiatriche, il cambiamento delle residenze psichiatriche da socio-riabilitative a riabilitative assistenziali. “Ritengo – spiega l’avvocato Francesco Miraglia – che sia importante ricordarsi che stiamo parlando di persone, persone psichiatrizzate e non di oggetti, verso i quali bisogna portare innanzitutto rispetto e promuovere il loro diritto alla libertà. Già nel libro “Italiani da Slegare”(Nunzia Manicardi, Koinè Nuove Edizioni, 2010) ho affermato che anche se nel nostro Paese i manicomi sono stati chiusi da tempo, se anche le camicie di forza sono state abolite, si continua a legare. Con fascette, con spallacci, con sponde, con farmaci. L’essenziale è che i “matti” non possano muoversi. Spesso, va ricordato come la contenzione, venga purtroppo utilizzata, sempre più, per sopperire a carenze di personale o per generiche esigenze di ordine pubblico. Ma la contenzione è assolutamente inaccettabile, in quanto è violazione dei più elementari diritti costituzionalmente protetti posti a tutela della dignità della persona umana”. Una serata che prende spunto e vuole ricordare Michael Passatempi, un ragazzo di appena 20 anni con problemi psichiatrici, che la sera del 27 agosto 2012 morì nella “Casa Dolce” di Casalecchio di Reno (Bologna) dove era ricoverato sembrerebbe per “imprudenza, negligenza e imperizia” di tre operatori sociali, due uomini e una donna, che dopo averlo invitato a riconsegnare la Play station, come previsto dal regolamento, non essendo stati ascoltati, avrebbero cercato di immobilizzare il giovane provocandone però l’asfissia e la morte.

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Mai più un bambino

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Non ci si può occupare di minori e non avere fretta, urgenza, guardare al tempo come alla condanna peggiore. Per questa ragione nasce MAI PIÙ UN BAMBINO: perché abbiamo bisogno di arrivare prima di un adulto abusante, prima di una perizia, prima di una sentenza, di una riforma, di una “volante”.

Abbiamo bisogno di arrivare prima, abbiamo bisogno che tra la richiesta di aiuto e l’aiuto offerto non ci sia nessun tempo…perché noi abbiamo fretta per il silenzio agghiacciante di questi bambini abusati. Non c’è alcuna differenza che siano i nostri figli o i figli di qualcun altro. Tutti i bambini del mondo sono figli nostri! E abbiamo il dovere di rispondere anche a loro: “Sono qua”.

 

“Spostare un bambino dalla famiglia a quant’altro rende: rende dal punto di vista narcisistico della propria professione, rende dal punto di vista di giustificare se stessi e il proprio ruolo e qualche volta, ma purtroppo non solo qualche volta, rende dal punto di vista del potere,  del ricatto e anche a livello economico e addirittura politico. In un periodo in cui psicologi, assistenti sociali, sociologi hanno poca possibilità di avere un posto di lavoro, il creare una casa famiglia o un piccolo istituto significare dare posti di lavoro e quindi avere un grosso potere politico”.

“70 bambini all’anno ricevono un trattamento sanitario obbligatorio e 6.000 vengono ricoverati nei reparti di psichiatria. Nel 20120 i minorenni accolti temporaneamente presso i servizi residenziali familiari e socio-educativi e le famiglie affidatarie sono stati 29.309”. (Francesco Miraglia)