Nasconde violenze, nei guai assistente sociale

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L’avvocato Miraglia: “Il Tribunale ha capito la gravità della situazione e ci ha dato ragione”  

 

PERUGIA. Era stata affidata alla famiglia materna, ma il nonno alcolista e violento l’aveva maltrattata. Il tribunale di Perugia ha compreso che le preoccupazioni del padre erano motivate e l’ha affidata a lui. Il giudice ha compreso anche il grosso errore commesso dall’assistente sociale, che nel formulare la sua relazione originaria sulla famiglia materna, aveva omesso – a suo dire per tutelare la privacy del nonno – che lui invece fosse un alcolista, con diverse denunce per maltrattamento a suo carico.

«Avevamo ragione noi» commenta all’indomani della sentenza che affida la piccina di circa sei anni al padre, l’avvocato Francesco Miraglia, cui l’uomo si è rivolto per ottenere giustizia «e il tribunale ha dimostrato di aver preso in considerazione seriamente le nostre istanze e le preoccupazioni di questo padre, tenuto lontano dalla sua bambina dall’azione colpevole dell’assistente sociale, che abbiamo infatti denunciato alla Procura della Repubblica. Il tribunale ha agito con saggezza, nell’interesse della piccina, senza farsi fuorviare dalla relazione lacunosa di un’assistente sociale che avrebbe dovuto soltanto pensare al benessere della bambina, la quale invece, in uno degli scatti d’ira che prendono il nonno quando beve, è stata da lui maltrattata».

Il padre, appreso dell’episodio e denunciata quindi l’assistente sociale, ad ottobre aveva ottenuto dalla Corte di Appello di Perugia l’affidamento della figlioletta. La stessa Corte aveva disposto una nuova perizia, al fine di stabilire a chi affidare in via definitiva la piccola: la decisione è stata emessa martedì scorso (27 giugno 2017) e ha confermato l’affidamento a casa della nonna paterna, con visite alla mamma tre giorni a settimana.

«Possiamo veramente dire di aver ottenuto giustizia» conclude l’avvocato Miraglia.