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Archivio per la categoria ‘Gli avvocati’

Elezioni all’Ordine pochi votanti

14 febbraio 2010 admin Nessun commento

Modena 13 febbraio 2010

Per l’ennesima volta, sotto l’indifferenza dell’opinione pubblica, della stampa e delle varie istituzioni della nostra provincia si sono svolte le elezioni dei membri del Consiglio Forense, dell’Ordine degli avvocati modenesi.
Su 1758 iscritti all’albo, come sta accadendo da sempre, soltanto poco più del 50%, 805 avvocati, si sono presentati al voto per il biennio 2010-2011.
Confermato per l’ennesima volta, lo stesso presidente, lo stesso segretario e ben 12/15 dei componenti.
Non solo non c’è partecipazione, ma neppure ricambio.
Al di là dell’ovvia considerazione che gli assenti hanno sempre torto, credo, però, che il fatto che quasi la metà degli avvocati consideri un rito del tutto inutile votare per l’Ordine (a cui se non si è iscritti non si può esercitare la professione) è fatto particolarmente grave e che dovrebbe invitare ad attente ed opportune riflessioni.
Già quattro anni fa per le votazioni del 2006, mi rivolsi alla stampa locale chiedendo a chi giovi un Ordine così fatto o se abbia senso mantenerlo in vita.
Citavo, infatti, come nel voluminoso programma dell’Unione presentato a Romano Prodi figurasse in primo piano l’abolizione degli ordini professionali considerati tra virgolette “inutili carrozzoni”.
Tra questi ordini figuravano in primo piano gli ordini degli avvocati.
Questa situazione non può continuare ad andare avanti all’infinito e credo che sia giunto il momento che i nuovi, anche se sono gli stessi vecchi, eletti si interroghino su un cambiamento.
Nelle altre città, province e regioni c’è presso gli Ordini una vera e propria campagna elettorale in cui vengono presentati programmi, liste con gruppi che presentano progetti non solo formativi, propongono anche un modo diverso di esercitare la professione e soprattutto di aiuto per i giovani iscritti.
Per non parlare di un modo diverso di essere avvocati oggi.
A Modena nessuna lista, nessun programma, nessun progetto.
Basta indicare quindici nomi e cognomi e se al primo scrutinio occorre la maggioranza assoluta, al secondo viene eletto chi ha avuto più voti, anche se pochi.
Pensare che la metà degli iscritti obbligati a pagare l’iscrizione all’Ordine si disinteressano completamente, ritenendo del tutto superfluo eleggere dei propri rappresentanti, è un non senso, per la professione, per le città e per le altre professioni.
Il rendiconto della gestione annuale sta superando quasi un miliardo delle vecchie lire, il rischio di chiusura in sè stessi senza confronto e senza partecipazione deve scuotere l’inerzia attuale per una partecipazione più attiva: occorrono incontri di tipo costruttivo co ìn i giovani avvocati, con la cittadinanza, con le istituzioni, occorre far vedere che si esiste insomma.
Da ciò l’invito al nuovo Consiglio di dare una svolta ad un Ordine siffatto.

 

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Riforma… del Consiglio Forense.

15 novembre 2009 admin Nessun commento

CRIMINOLOGIA.IT, RIVISTA INTERNET DI TEORIA E SCIENZE CRIMINA

di avv. Francesco Miraglia

Di questi tempi, se è vero come è vero che serve una riforma del Consiglio

Forense è altrettanto vero che questa non sarà semplice e non sarà

indolore. La riforma dell’ordinamento forense, attualmente in discussione

alla Commissione giustizia del Senato, provoca ancora una profonda

spaccatura all’interno dell’avvocatura italiana.

Da una parte il Consiglio nazionale forense, con tutta la sua forza di casta

istituzionale, dall’altra il popolo dei giovani avvocati e dei piccoli studi

legali. La prima mossa l’hanno fatta gli organismi istituzionali,

divulgando un documento nel quale sono previsti alcuni principi

irrinunciabili che dovranno essere contenuti nel nuovo testo di riforma

dell’Ordine.

Tra i punti più “caldi” dei citati principi c’è sicuramente “la continuità

dell’esercizio professionale come condizione di permanenza nell’albo”. E’

questa la richiesta che scatena il dissenso dell’Ugai (Unione Giovani

Avvocati).

La verità è che una siffatta riforma elimina circa 50 mila avvocati iscritti

all’albo, cancellati perché non dichiarano una soglia minima di reddito.

E’una manovra per stanare gli evasori?

Non credo e non penso che un evasore sarebbe così sprovveduto da

dichiarare un reddito addirittura al di sotto della soglia minima. Basta

stare appena sopra, per essere tranquilli.

E allora si tratta solo di diventare ancora di più una corporazione?

Sul tema però il Consiglio Nazionale Forense smentisce la tesi della caccia

all’evasione.

Qualcuno dei “vecchi” del Consiglio Forense ha sostenuto che questa

riforma si pone come obiettivo la tutela del cliente, ma allora lo sciopero

degli avvocati a favore di chi è stato fatto e viene di volta in volta fatto?

Si vuole far passare il concetto che questa riforma è diretta ad accertare

CRIMINOLOGIA.IT, AVV. FRANCESCO MIRAGLIA Pagina 1 di 2

http://www.criminologia.it/GIORNALISMO_INVESTIGATIVO/riforma_ordine_for… 15/11/2009

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Bisogna liberalizzare l’ordine degli avvocati.

15 novembre 2009 admin Nessun commento

Ci voleva il decreto di Bersani sulle “liberalizzazioni delle professioni” per far uscire dai vari studi  i vari presidenti, responsabili di questo o quela camera del nostro ordine forense…

 

Bisogna liberalizzare gli ordini degli avvocati

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Una Vicenda che non deve Accadere.

2 ottobre 2009 admin Nessun commento

Una Vicenda che Non Deve Accadere

“Tanto tuonò che piovve”

Ho raccontato in “scelta di campo” su questo giornale: “Una vicenda che non deve accadere” Ho cercato di riportare nel modo più anonimo e più impersonale una brutta storia dove una collega avvocato non ha esitato di dichiarare il falso nei confronti del padre di un suo patrocinato, tragicamente scomparso proprio per colpa di queste vicende. Lo stesso avvocato ha sostenuto di non aver mai ricevuto alcun compenso e di non essere, di fatto, mai stata l’avv. di fiducia dello scomparso sig. A.A.

La più grande soddisfazione per il sottoscritto e per il Forense è che dopo aver tanto tuonato è stata la stessa avvocatessa a riconoscersi come protagonista di quest’incresciosa vicenda, la quale come ha gia fatto nei confronti del Prefetto, Presidente del Tribunale e Presidente dell’Ordine modenese anche a questo giornale attraverso il suo difensore di fiducia continua a dichiarare il falso.

Purtroppo per la collega, anche sollecitati da questo suo intervento boomerang è stata depositata denuncia querela nei confronti della stessa, dove sono riportati matrici degli assegni incassati, testimonianze dirette di soldi percepiti in contanti, oltre a tanti verbali di udienza che dimostrano che l’avvocato che si è identifica, assistita dell’avv. P.F. Rossi. era l’avvocato di fiducia dello scomparso Sig. A.A

Infine vorrei suggerire all’avv. Pier Francesco Rossi, alludendo ad una nota parabola evangelica, riferito al suo suggerimento al Forense di vagliare con maggiore attenzione la qualità e rispondenza al vero del contenuto delle vicende pubblicate, che prima di scorgere la pagliuzza negli occhi degli altri è bene guardare la trave nei propri occhi” e in particolare in quelli dell’avvocato sua assistita.

Avv. Francesco Miraglia

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Modena terra di abusi.

2 ottobre 2009 admin Nessun commento

Modena, lì 5 settembre 2007

                                                                                                                

Preg.mo

Direttore

Sua sede

* * *   * * *   * * *

Sento il bisogno di sottolineare – da subito – che la gravità delle argomentazioni che saranno sostenute in intervento, è fatta dal sottoscritto con la consapevolezza di scienza e coscienza, tale da assumermene la completa responsabilità. Sin da ora, quindi, sento il bisogno di ringraziare  il direttore di questa possibilità offertami.

Da un po’ di tempo a questa parte sono diventato tra i più convinti sostenitori dell’abolizione dell’Ordine degli Avvocati, e ciò non certamente per un pregiudizio o per un’ideologica posizione, ma, soprattutto, per esperienza personale e diretta.

Se il governo Prodi, come ha sostenuto nel programma elettorale, presenterà un provvedimento sull’abolizione degli Ordini professionali, per quanto riguarda quello degli avvocati, mi adopererò in tutte le maniere per far emergere quanto purtroppo passa inosservato o meglio viene nascosto da certi Consigli.

Basti pensare a quanto sta succedendo in questi mesi su uno dei problemi più gravi – inerenti i reati di abusi sui minori – in cui oggi si trovano a scontrarsi giudici, avvocati, periti e consulenti di tutte le discipline.

Da circa 6 anni a Modena ed esattamente dal famoso “caso di Don Govoni”, condannato ingiustamente da “quel pubblico ministero” e da “quella psicologa” dipendente dell’AUSL, quest’ultima dimessasi per diventare l’esperta dei processi di questi ultimi anni, questa città continua a vivere sotto l’assoluta indifferenza del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, del Ministero di Grazia e Giustizia e nelle connivenze delle altre istituzioni e servizi. La nostra città è letteralmente condizionata da un gruppo di tecnici noti oramai in Italia come “abusologi”. Ebbene: con le stesse valutazioni, con gli stessi metodi, con gli stessi argomenti, con le stesse procedure, gli stessi servizi sociali e/o psicologi dell’AUSL che hanno condannato in prima istanza il prete della bassa, si sono resi protagonisti di un’altra morte.

In questi giorni per quanto riguarda il prete della bassa, vengono celebrate giornate riabilitative “il suo paese ha deciso di intitolargli una strada”. Giornate in cui vengono denunciate le incompetenze, la superficialità e il pressappochismo della pubblica accusa e di quella famosa psicologa dell’AUSL.

Per estrema certezza faccio riferimento al solito pubblico ministero che da mesi si è trasferito a Perugia, e se non si fosse capito, faccio riferimento a quella “psicologa” dell’AUSL, oggi addirittura direttrice di una comunità.

Per quanto riguarda l’altra morte: un modenese di 39 anni, aveva subito una condanna con gli stessi metodi e dagli stessi sopra indicati protagonisti. Successivamente al mese di gennaio di quest’anno – mese della condanna – per 80 giorni questo ragazzo ha bussato alle porte che contano: Guardia di Finanza, Procura della Repubblica, ma, soprattutto, ha bussato, forse con estrema fiducia, a quel Consiglio dell’Ordine modenese. Ha presentato denunce ed esposti circostanziati, con nomi di avvocati coinvolti, con nomi di giudici e di consulenti specialistici e in cui emergono somme di denaro richieste e cifre incredibili.

L’ultima porta che quest’uomo si è visto sbattere è stata proprio quella dell’Ordine degli Avvocati di Modena a cui, con nomi, cognomi ed indirizzi aveva indirizzato un esposto che avrebbe dovuto, quantomeno in via cautelativa, costringere l’Ordine stesso a sospendere forse alcuni “avvocati”.

Rimasto completamente inascoltato dalle Istituzioni tutte, quest’uomo, pochi giorni prima di Pasqua, ormai stanco, si è tolto la vita offrendomi personalmente il difficile e il terribile compito di restituirgli, almeno dopo morto, quella dignità distrutta dagli specialisti sopra menzionati.

Il padre e la madre di querst’uomo si sono rivolti, sia tramite comunicazioni scritte che personalmente, bussando quotidianamente alla porta del quarto piano del Palazzo del Tribunale, sede dell’Ordine degli Avvocati di Modena – che ultimamente sta pensando di comprare una nuova sede – sempre più intenzionati a farsi giustizia da soli: ma, con enorme amarezza, nessuno dell’Ordine si è degnato di chiamarli o di incontrarli personalmente.

Questo caso per quanto possa sembrare incredibile non è straordinario e/o eccezionale: è soltanto la punta dell’iceberg nel cui interno vi sono altri ed infiniti casi, gran parte del mio studio. E la maggior parte di questi casi riguardano il mancato intervento “di quel consiglio dell’ordine degli avvocati” dove avvocati e/o istituzioni si avvalgono di una immunità “garantita dall’Ordine degli avvocati”. A chi giova un ordine siffatto?

 Modena Terra di Abusi

Il Forense – Istituzioni Sempre Più Lontane

Vi presento il mio spot!!

2 ottobre 2009 admin Nessun commento
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