Archivio

Archivio per la categoria ‘Varie ed eventuali’

Irruzione nel ritiro del Modena: assolti

22 giugno 2010 admin Nessun commento

 

22-06-2010
Irruzione nel ritiro del Modena: assolti
Si è chiuso il processo per l’episodio a ‘Le Ville’ del 2008
Tifosi forse troppo irruenti, ma sono stati assolti.
Più di 2 anni fa, precisamente il 13 aprile 2008, alcuni tifosi del Modena Calcio, facevano irruzione nella notte all’interno dell’Albergo ‘Le Ville’ di Baggiovara, luogo del ritiro della squadra di Calcio del Modena FC chiedendo, ed ottenedo, di poter parlare con i giocatori.
Il processo era iniziato il 24 novembre 2008, dopo una articolata istruttoria, che ha visto tra gli altri gli ex calciatori del Modena: Giorgio Frezzolini e Nicolas Frey, sfilare come testi, e ora ha avuto il suo epilogo.
Infatti, ieri, il Tribunale di Modena, ha emesso sentenza di assoluzione per G.
P.
difeso dall’avvocato Francesco Miraglia e sentenza di non procedibilità a carico di P.
O.
difeso dal legale Marco Favini di Modena.
Erano da poco passate le 2 di notta, quel 13 aprile, quando, nella hall dell’hotel Le Ville, abituale sede del ritiro pre-partita del Modena per le competizioni in casa un gruppo di tifosi ha fatto irruzione con la ferma intenzione di ‘dire due parole’ ai giocatori.
Gli atleti erano nelle loro camere ignari di quello che stava per accadere mentre i tifosi più accaniti cercavano di salire ai piani.
Invano i dipendenti dell’hotel in servizio notturno avevano cercato di bloccarli fino a quando visto che la tensione continuava a salire, non avevano potuto fare altro che assecondare la loro richiesta di poter parlare con gli esponenti della squadra.
I tifosi avevano chiesto espressamente di incontrare Giorgio Frezzolini e il portiere si era presentato accompagnato da Frey.
Il giorno dopo all’arrivo allo stadio, per il match con il Lecce la squadra aveva emesso un comunicato ufficiale di grave condanna all’irruzione notturna: «Il Modena FC, sia come società che come squadra denuncia un ulteriore gravissimo episodio che va ben oltre le contestazioni avvenute in precedenza.
Crediamo che simili episodi contribuiscano ingiustamente a denigrare e disonorare l’immagine dell’intera città e di tutti i modenesi che da sempre sono esempio di civiltà e correttezza» avevano sentenizato i vertici del Modena.
Ieri, però, la sentenza del Tribunale è stata diversa e per i tifosi è arrivata l’assoluzione.
Categorie:Varie ed eventuali Tag:

Psicofarmaci, tornerà a casa la bambina di 7 anni

4 aprile 2010 admin 1 commento

 Modena 4 aprile 2010

                                                                                                         

In data 21 gennaio 2010, da parte del senatore Cristian De Eccher del PDL, veniva presentato un interrogazione parlamentare, riferito ad una minore di Mirandola con problemi di “ritardo mentale” curata con il farmaco antipsicotico usato per i pazienti psichiatrici e anziani affetti da demenza e con problemi comportamentali psichiatrici e schizofrenici, in altre parole con un farmaco non assolutamente testato per i bambini.

La vicenda di questa bambina di 7 anni nasceva nel mese di dicembre 2007, quando la scuola elementare di Cavezzo effettuava una segnalazione al servizio NPI dell’Ausl  di Modena distretto d Mirandola e al Tribunale per i Minorenni di Bologna su una presunta e preoccupante situazione di accudimento precario.

In un batti baleno, il 10 gennaio 2008, il Tribunale minorile emetteva un provvedimento in cui veniva disposto l’affidamento della bambina al servizio sociale  dell’ausl di Mirandola, affinchè la stessa minore venisse collocata in idonea struttura, e regolasse i rapporti  con i genitori.

Dopo la richiesta di sospendere, immediatamente, l’assunzione del sopra indicato farmaco da parte dell’avv. Francesco Miraglia, in pieno accordo con i genitori della bimba, veniva presentato ricorso al Tribunale per i Minorenni,  per contestare l’uso del  citato psicofarmaco a danno della bambina e per chiedere il rientro della stessa bambina nella propria famiglia, anche attraverso una CTU.

Ebbene, dopo un anno di perizia, in data 3 aprile 2010, , veniva notificato un decreto dal Tribunale minorile  che così decideva:  “si evince l’opportunità di sperimentare i rientri della minore presso la madre … con l’obbiettivo, se opportuno e possibile, di giungere ad un rientro definitivo della minore.” 

Ancora una volta, in qualità di avvocato sento il bisogno di rivolgermi all’opinione pubblica  per denunciare, come nella nostra regione considerata il paradiso dei servizi socio-sanitari, una bambina è stata costretta a subire una sofferenza inaudita e l’allontanamento dai propri genitori.

Gli stessi genitori sono stati considerati colpevoli dai servizi sociali e dal Tribunale per i minorenni per aver danneggiato la propria figlia, quando invece sono stati i servizi della NPI del territorio a prescrivere psicofarmaci non testati per i bambini e a colpevolizzare la stessa famiglia senza dare una adeguato sostegno.

Sicuramente il fatto che dopo  poco tempo,  il giudice minorile abbia recepito la sofferenza della bambina allontanata dalla sua famiglia e che abbia disposto un graduale rientro della stessa minore   è da considerarsi un fatto positivo ma dall’altra parte è la dimostrazione che sia i servizi socio-sanitari che la cosiddetta giustizia minorile necessità si una radicale riforma.

Tenere una bambina di 7 anni sotto trattamento di farmaci off-label e in un istituto per quai la metà della propria vita è senza dubbio un abuso.

La giustizia minorile con i suoi annessi e connessi non funziona, le nostre istituzioni trattano i bambini che presentano spie  o segni di disagio come veri e propri malati di mente da chiudere in orfanotrofio o piccoli manicomi.

Occorre che finalmente l’opinione pubblica prenda conoscenza e coscienza di queste problematiche relativi ai disagi infantili e adolescenziali trattati con psicofarmaci e sempre più spesso come vere e proprie patologie psichiatriche.

I danni fisici e psicologici conseguenti a questi trattamenti sono innumerevoli e che durano spesso per tutta la vita.  

Urge, quindi, una presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica, delle nostre istituzioni e rappresentati politici su  problemi di questo genere che spesso vengono affrontati senza una adeguata ricerca scientifica e con farmaci di cui non si conoscono assolutamente gli effetti su i bambini, senza tralasciare, inoltre, l’urgenza di una riforma radicale dei vari servizi socio-sanitari e tribunale in merito.

Avv. Francesco Miraglia

Psicofarmaci, tornerà a casa la bimba affidata all’ausl

Assunse, psicofarmaci tornerà a casa

 

 

 

 

 

 

Categorie:Varie ed eventuali Tag: